Ogni anno, il giorno del Martedì Grasso (5 marzo 2019) singolari figure si aggirano per le stradine di Aliano, sono le Maschere “cornute” che animano il carnevale.

“Venivano a grandi salti, e urlavano come animali inferociti, esaltandosi delle loro stesse grida. Erano le maschere contadine”.

Carlo Levi ricorda anche nel suo “Cristo si è fermato ad Eboli” la “Fras”, una commedia improvvisata, in forma dialettale su fatti e personaggi della realtà locale, di cui sono protagoniste le stravaganti maschere cornute.

Esse rievocano creature demoniache e goffe, il cui carattere minaccioso è mitigato dai coloratissimi cappelloni che ne decorano il capo.

Forgiate da argilla e cartapesta, con il sapiente lavoro degli artigiani del posto, le maschere sono dipinte e dalla parte frontale spuntano corna pronunciate ed enormi nasi pendenti. In cima ai cappelloni è ricavato un foro decorato con una penna di gallo, mentre tutt’intorno filamenti di carta colorata scendono a mo’ di riccioli.

I figuranti sfilano così per il borgo muovendosi al suono di fisarmoniche e cupa cupa. Uniche nella loro stranezza, le maschere di Aliano testimoniano una tradizione rimasta immutata nel tempo.

 

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