“Nunc est bibendum” (“ora si deve bere”) (Odi, I, 37, 1) direbbe Orazio, uno dei poeti più apprezzati nella letteratura latina e nato a Venosa, cuore del Vulture e patria dell’Aglianico da cui prende il nome, “signore” della tavola lucana.

Spesso utilizzato anche come prezioso ingrediente in innovative ricette, il nettare lucano rappresenta una delle peculiarità dell’enogastronomia regionale, tanto da motivare originali visite guidate ed escursioni tematiche nelle numerose e suggestive cantine che si trovano in gran parte dell’area nord della Basilicata, cui soprattutto l’”enogastronauta” non sa né può resistere.

E, d’altronde, proprio in Basilicata, il vino rappresenta quel “fil rouge” marcato e immancabile in ogni banchetto che si rispetti. “Rouge”, rosso, ma anche corposo, aromatico e inconfondibile, come il pregiato Aglianico del Vulture DOC, anche nella declinazione Superiore DOCG, dal sapore intenso e per questo sempre più apprezzato anche fuori dai confini regionali e nazionali.
L’Aglianico, però, non rappresenta l’unica passione “da bere” che gli estimatori del vino possono vivere in terra lucana, dal momento che ovunque ci si ritrovi a trascorrere il proprio soggiorno, più breve o più lungo che sia, è inevitabile riscontrare una discreta presenza di vitigni pregiati.

Il territorio lucano, infatti, presenta altre due aree vitivinicole oltre al Vulture.
La Val d’Agri, area valliva nel cuore della regione, un territorio molto interessante nel quale si trovano due delle quattro denominazioni lucane, il Terre dell’alta Val d’Agri DOC, che è sottoposto ad invecchiamento per 12 mesi e 24 mesi di cui 6 in legno per Terre dell’Alta Val d’Agri Rosso Riserva, e il Grottino di Roccanova DOC, la più giovane Denominazione di Origine Controllata lucana seppur con una tradizione secolare. Grazie alla conformazione geomorfologica particolare, questi ambienti permettono di conservare le botti a temperatura ed umidità costante per tutto l’anno, assicurando il risultato migliore per questa sapiente sintesi vinicola di uve Sangiovese, Montepulciano, Cabernet e Malvasia nera, cui si aggiungono i bianchi profumatissimi prodotti con la Malvasia bianca di Basilicata.

Il materano, con i pendii collinari che degradano verso il Mar Ionio da cui nasce il Matera DOC, che prende il nome da una città unica e famosa per i suoi Sassi, Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’Unesco. I vitigni protagonisti assoluti di questa DOC sono il Primitivo per i vini rossi e il Greco per quelli bianchi, con tutte le ideali caratteristiche date da un territorio collinare che risente dell’influenza marina della costa jonica.

La produzione vitivinicola lucana include anche un’Indicazione Geografica Tipica, il Basilicata IGT bianco, rosso e rosato prodotto sull’intero territorio regionale.

Ogni portata, così, dall’antipasto al dolce, durante i pasti lucani, è accompagnato dal suo “bicchiere di bontà”.
Ecco perché si ha ragione di poter affermare che la Basilicata è, sì, una terra da scoprire, ma anche da “bere!”.