Tradizioni come i riti arborei, che celebrano la rigenerazione della natura e la fecondità, così come i carnevali antropologici e antropomorfi, che rinviano al profondo legame tra uomo e natura, fanno della Basilicata una regione unica, dove il rapporto con la natura da sempre caratterizza la vita dell’uomo.

Sacro e profano, uomo e natura caratterizzano i riti arborei dove singolari “matrimoni” si celebrano tra un tronco, lo “sposo”, e una cima, la “sposa”, un arcaico inno alla fertilità della terra e alla vita che si rinnova.

Il matrimonio va in scena in otto comuni compresi in due aree verdi lucane, l’Area del Maggio, nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, e l’Area dell’Abete, nel Parco Nazionale del Pollino. Conservando la maggior concentrazione degli antichi cerimoniali della vegetazione, la Basilicata, con i suoi riti arborei, testimonia il rapporto strettissimo della popolazione con l’ambiente che la circonda.

Analogamente importanti sono le tradizioni del carnevale in Basilicata, dove dalle prime luci del giorno fino a tarda sera, il suono cupo dei campanacci, maschere dalle forme singolari e rievocazioni della transumanza contraddistinguono i carnevali antropologici e antropomorfi della tradizione lucana.

Colori, suoni e danze pervadono i borghi lucani trasformandoli in teatri di goliardia e divertimento, riproponendo i miti delle origini e di antiche leggende con protagonisti il mondo naturale e quello animale. Particolarmente importanti sono i carnevali de “La Sagra del Campanaccio” di San Mauro Forte, “L’màsh-k-r” di Tricarico, “Il Carnevale di Satriano di Lucania”, “Le Maschere Cornute” di Aliano, “Le quattro stagioni e i dodici mesi dell’anno” di Cirigliano, “L’Orso e il Carnevale” di Teana, “Il Carnevalone tradizionale” e “Il Carnevale Montese” di Montescaglioso, “Il Domino” di Lavello, “Il Carnevale di Paglia” di Viggianello e “Il Pagliaccio e i carri allegorici” di Stigliano.