Il suono cupo dei campanacci, maschere dalle forme singolari e rievocazioni della transumanza contraddistinguono i carnevali antropologici e antropomorfi della tradizione lucana.

Colori, suoni e danze pervadono i borghi lucani trasformandoli in teatri di goliardia e divertimento, riproponendo miti delle origini e di antiche leggende con protagonisti il mondo naturale e quello animale.

Così, dalle prime luci del giorno fino a tarda sera, antichi riti si ripetono in ben dieci comuni tra le province di Potenza e Matera, in occasione de “La Sagra del Campanaccio” di San Mauro Forte, “L’màsh-k-r” di Tricarico, “Il Carnevale di Satriano di Lucania”, “Le Maschere Cornute” di Aliano, “Le quattro stagioni e i dodici mesi dell’anno” di Cirigliano, “L’Orso e il Carnevale” di Teana, “Il Carnevalone tradizionale” e “Il Carnevale Montese” di Montescaglioso, “Il Domino” di Lavello, “Il Carnevale di Paglia” di Viggianello e “Il Pagliaccio e i carri allegorici” di Stigliano.

Approfondisci su Miti e Riti di Basilicata