Dal 10 al 17 gennaio 2019, il suono cupo ma assordante dei “Campanacci” spezza la quiete del borgo della provincia di Matera in occasione del Carnevale, propagandosi lungo le strade e i vicoli, fino alla torre normanna, in un’atmosfera di accattivante mistero.

Il rito, antichissimo, coincide con la festa di Sant’Antonio Abate e raduna copiosi gruppi di uomini avvolti in mantelli a ruota, in testa cappelli di paglia, in mano i grandi campanacci “ma­schi” e “femmine”, per questo simbolo di fecondità.

Molti degli strumenti sono realizzati da artigiani del posto e, secondo il credo popolare, hanno funzione apotropaica e propiziatoria, con il compito di scongiurare il male e favorire il buon raccolto della terra.

I rumori si attutiscono quando i girovaghi sostano nelle cantine e nei punti di ristoro allestiti in paese per degustare buon vino, salsicce fresche e altri prodotti tipici derivati dall’uccisione del maiale, tradizione che a San Mauro Forte, e in altri paesi lucani, si intreccia inevitabilmente con i festeggiamenti del Carnevale.

La sagra termina con il funerale e il lamento del fantoccio di Carnevale, appunto, bruciato in piazza.

Torna, quindi, la quiete!

 

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