Solennità e allegria costituiscono il leit motiv del rito arboreo di Oliveto Lucano, ogni anno celebrato dal 10 al 12 agosto, tra sacro e profano.

I due “sposi”, il cerro e la cima di agrifoglio, sono scelti tra i più belli e rigogliosi della foresta di Gallipoli Cognato, l’uno è tagliato solitamente la prima domenica di agosto, l’altra viene selezionata e recisa il 10 agosto.

Il loro primo incontro avviene in località Piano Torcigliano, scendendo dal Monte Croccia, e a condurre la futura “sposa” lungo un tragitto di otto chilometri sono aitanti giovani che intervallano il faticoso viaggio con balli, canti e frugali banchetti innaffiati da tanto buon vino locale.

Stesso rituale per il trasporto del Maggio, il quale, se un tempo veniva trainato da coppie di buoni, come avviene ancora in gran parte dei riti arborei lucani, oggi è condotto su trattori.

Intanto in “via del Maggio” è tutto pronto, qui infatti avviene l’innesto della cima sul cerro, a simboleggiare il significato propiziatorio di fecondità e fertilità che avvolgono il rito.

L’atteso momento dell’unione avviene sotto lo sguardo di san Rocco, festeggiato proprio in coincidenza del “matrimonio”, in un clima di elevata spiritualità che conferma quanto il Santo sia venerato al pari del Patrono del paese, San Cripriano.

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