les confins du mondeLo scorso dicembre, quando sono tornato dalla mia settimana in
Basilicata, con gli occhi pieni di luce, ho detto a mia moglie e ai
miei figli: “Occorre che vi porti lì in vacanza. È un immenso giardino tra mare e montagna. Un’altra Italia, pura, limpida, selvaggia … con dei paesi e delle città sublimi arroccati al di sopra di valli bluastre. La quintessenza di un Mezzogiorno preservato come per miracolo”. Ero sotto l’incantesimo di una sorta di “Primavera indiana”, un’esplosione di colori fuori stagione, e dunque
straordinaria. Non ho ormai che un desiderio, ritornarci, assaporare
tutte le sfumature della Basilicata, esplorare le montagne, percorrere
i sentieri di cui io non ho che percepito lontanamente le tracce,
assaporando la polpa dolce dei mandarini. E immagino me stesso sulle
vette di Colobraro con, da una parte la catena montuosa del Pollino e,
dall’altra, il mare accecante lambito dalle quelle spiagge dove un
giorno approdò Pitagora. Ma mi sento quasi in colpa. Dovrei tacere.
Affinché tutto questo resti un segreto tra di noi.

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