Il passato riaffiora costantemente nel presente, suggellando un solido legame con la storia. Intensa, incisiva, incancellabile, quella di Potenza custodisce in ogni angolo i segni di avvenimenti importanti.

Per quanto le sue origini siano antichissime e incerte, non è dubbia la fondazione romana scolpita nel suo nome, “Potentia”, e in quello di Via Pretoria, che ne attraversa l’intero centro storico.

Probabilmente, la prima collocazione della città avviene in località Serra di Vaglio, a nord-est di Potenza, dove sono visibili i resti di un abitato indigeno frequentato dalla seconda metà dell’VIII secolo a.C. Non si può escludere che l’insediamento urbano, poi, si sia trasferito sul colle, dove sorge il centro più antico, per poi divenire, nel III sec. a. C., una prefettura romana denominata, appunto, “Potentia”.

Sede vescovile già nel V secolo, nel 1111 fa il suo ingresso in città il vescovo Gerardo La Porta da Piacenza, beatificato nel 1120 e amato profondamente dai potentini perché egli, non solo avrebbe liberato la città dalle condizioni precarie in cui versava ma, secondo alcune documentazioni e interpretazioni, avrebbe salvato Potenza dall’invasione dei Turchi.

Roccaforte longobarda, durante la dominazione normanna la città assiste al passaggio di papa Innocenzo II e dell’imperatore Lotario II e più tardi (1148) Ruggero II d’Altavilla ospita Luigi VII di Francia di ritorno dalla Terra Santa. Nel 1269 Potenza si ribella a Carlo d’Angiò, mentre nel 1273 nulla può contro uno dei tanti terremoti che l’hanno distrutta nei secoli, fino a quello del 23 novembre 1980.

Da questi eventi, però, Potenza si è sempre risollevata. I Guevara, i Sanseverino e i Loffredo sono i nomi di alcune famiglie che hanno segnato oltremodo la storia e la cultura della città lasciando traccia della loro presenza in architetture ancora esistenti.

Nel 1860 Potenza è la prima città del Mezzogiorno ad insorgere, compatta, contro i Borboni, come documenta anche una delle due iscrizioni apposte all’interno del Tempietto di San Gerardo, in piazza del Sedile. Una di queste fa riferimento anche all’invasione dei briganti avvenuta nel 1809.

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