Percorrerlo è come “volare” verso la città raggiungendo qualunque destinazione, dal centro alla periferia.

Porta il nome dell’ingegnere che lo ha realizzato intorno alla fine degli anni sessanta del secolo scorso. Osservandolo bene, soprattutto dalla base, si comprende subito che è improprio definirlo un “comune” ponte, piuttosto si tratta di una gigantesca e raffinata opera scultorea.

Non poggia su pilastri, ma su onde di cemento che formano una sola volta e quattro archi contigui. Proprio per questa sua conformazione, artisti e sportivi anche di fama internazionale spesso si  esibiscono sfruttando le peculiarità ingegneristiche fdi questo capolavoro dia architettura contemporanea.

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