Dal Paleolitico all’età medievale. La storia dell’uomo nel territorio del materano è racchiusa nel Museo più antico della Basilicata (1911), il Museo Archeologico Nazionale “Domenico Ridola”.

Prende il nome dal suo fondatore, Domenico Ridola, cui è dedicata l’omonima sala che conserva documenti delle sue attività di medico, parlamentare e archeologo.

Il Museo è suddiviso in tre sezioni. Nella sezione Preistoria sono esposti reperti litici realizzati dall’uomo del paleolitico inferiore, l’homo erectus. il Paleolitico medio e superiore è rappresentato da oggetti in pietra sempre più specializzati. Significativi reperti provenienti dai villaggi neolitici della Murgia testimoniano, a partire dal VI millennio a.C. l’introduzione dell’agricoltura e lo strutturarsi di insediamenti stabili. Nella sezione Magna Grecia pregevoli corredi funerari e oggetti votivi narrano la vicenda umana sviluppatasi nelle epoche successive nei santuari e nei centri abitati indigeni, poi ellenizzati, dislocati sulle alture dominanti le vallate fluviali, tra cui Timmari e Montescaglioso. Una eccezionale collezione di vasi proto lucani e apuli a figure rosse (V e IV secolo a.C.) testimonia l’evoluzione della ceramografia magno greca.

Di recente sono stati aperti al pubblico due nuovi interessanti spazi espositivi: l’uno riproduce una cavità carsica le cui pareti mostrano esempi di arte parietale, l’altro propone una capanna neolitica in scala reale con strutture annesse.

La sala dedicata al fondatore del museo, Domenico Ridola, conserva documenti delle sue attività di medico, parlamentare, archeologo.

In occasione di Expo 2015 sarà inaugurata la mostra “Il fossile della diga di San Giuliano Primi restauri”, visitabile dal 1 luglio al 31 ottobre 2015.

Sono in corso, inoltre le mostre “Trasanello… quattro passi nella Murgia Preistorica, “Domenico Ridola e la ricerca archeologica a Timmari. Forme e Immagini”, “La cura dei defunti nel materano tra età tardo antica e altomedievale”.

 

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