Dall’affascinante Maratea unico sbocco lucano nel blu intenso del Mar Tirreno basta percorrere pochi km per trovare tutt’altri scenari. Connotati da un aspetto decisamente più collinare e montuoso sono i borghi dell’entroterra, diversi per morfologia e paesaggi hanno tutti una storia da raccontare.

Poco distante dalla perla del Tirreno si incontra la “città giardino”: Trecchina. Famosa per la produzione di castagne, dal sapore unico sono i dolci ed i gelati a base di questo frutto capaci di deliziare il palato di chiunque vi si fermi per una sosta. Ma Trecchina non offre solo dolci tentazioni, per gli amanti dell’outdoor tappa obbligata è senz’altro il Parco delle stelle. Ubicato sul monte di Serra Pollino in uno scenario naturalistico straordinario che permette di contemplare dall’alto la costa Tirrenica e il golfo di Policastro. L’emozionante Parco delle stelle è un unicum di bellezza paesaggistica e presenta diverse attrazioni ludico-adrenaliniche, oltre ad offrire la possibilità di praticare sport outdoor, passeggiate in bici o a cavallo, ma anche semplicemente rilassarsi immersi nel verde. Sul monte di Serra Pollino a 1099 metri di quota si può ammirare ancora il Santuario della Madonna del Soccorso, al luogo di culto vi si arriva partendo dal paese e percorrendo un sentiero, fra i più panoramici del lagonegrese, immersi nel verde incontaminato della natura.

Da Trecchina si prosegue all’insegna del borgo presepe di Rivello, posizionato su di un’altura da cui domina la Valle del Noce. Il piccolo borgo ha una struttura urbanistica particolare, sia perché si estende su tre colline Motta, Serra e Poggio sia perché la sua formazione è dovuta alla costituzione di due nuclei abitativi distinti in quanto in passato il paese fu conteso da Longobardi e Bizantini. Tale divisione si percepisce ancora oggi nelle architetture, nei riti, nell’urbanistica, vi è infatti un nucleo di rito latino sviluppatisi intorno alla Chiesa Madre di San Nicola e un altro di rito greco che si estende a partire dalla Chiesa Madre di Santa Maria del Poggio, entrambe ascrivibili al IX secolo. Fra i diversi luoghi di culto presenti sul territorio merita una menzione a parte il Convento di Sant’Antonio, risalente al Cinquecento è impreziosito da pregevoli affreschi realizzati dai fratelli Todisco. A Giovanni Todisco si deve l’affresco dell’Ultima Cena, situato nel refettorio, la sua particolarità sta nel mostrare pietanze assolutamente non canoniche, ma appartenenti alla tradizione enogastronomica locale. Molto sviluppato è anche l’artigianato, infatti il borgo è famoso per la produzione di oggetti in ferro e in rame.

Spingendosi più nell’entroterra sono scenari più collinari quelli che incontra il nostro sguardo, ecco Lauria città del Beato Domenico Lentini. Caratterizzata da un passato illustre viene ricordata per l’eroica resistenza dimostrata nel tentativo di fermare l’avanzata dell’esercito napoleonico che provocò l’incendio ed il sacco del 1806, resistenza che le valse il titolo di Semper fidelis conferitole dai Borbone. La città è nota anche per la presenza sulla rocca dell’Armo oltre che del Santuario della Madonna Assunta, antica laura basiliana, dei resti del castello Ruggero che prende il nome dal sanguinario ammiraglio aragonese famoso per essere uscito vittorioso da tutte le battaglie alle quali partecipò. Chi visita la città può deliziare il palato con i tanti prodotti tipici fra cui vanno menzionati il biscotto a otto, i viscuttini c’ u naspru e gli anginetti, riconosciuti come prodotti Deco.

Da Lauria si giunge verso Nemoli, pittoresca località caratterizzata da un intreccio di vicoli, gradinate e palazzi settecenteschi, situata a pochi chilometri dal lago Sirino. Il suggestivo bacino d’acqua, circondato dal verde e dalle case che letteralmente si affacciano su di esso, è meta ideale per passeggiate rilassanti e rinfrescanti nella calura delle giornate estive, mentre in autunno diventa meta prediletta per gli estimatori del foliage. In diversi periodi dell’anno è palcoscenico naturale di vari spettacoli che prevedono giochi di luci e suoni direttamente sull’acqua.

Ultima tappa nell’area è la città di Lagonegro, caratterizzata da un impianto medievale, ha una struttura urbanistica particolare, infatti sembra aggrappata ad una rupe costellata da viuzze strette e ripide con numerose chiese. Nella parte più antica del borgo sono ancora visibili i resti del castello feudale che dominano l’intero abitato. La città è famosa per aver dato i natali al celebre e compianto cantautore lucano Pino Mango e anche perché, secondo una leggenda, all’interno della Chiesa di San Nicola pare che trovino eterna dimora le spoglie della celebre musa leonardesca Monnalisa che la tradizione popolare tramanda che qui morì durante un suo viaggio.