Un omaggio al Santo Padre da parte delle comunità lucane,  espressione della propria identità culturale e religiosa. Delle dimensioni di 10.5 mt di larghezza, per 12 mt di profondità, l’opera di Francesco Artese, uno dei più importanti esponenti della scuola presepistica meridionale, è articolato su più livelli, raggiungendo 7 metri di altezza.

Il presepe ripropone il paesaggio dei Sassi di Matera: uno spaccato della civiltà contadina lucana che con umiltà e semplicità accoglie il Mistero della Natività.

La rappresentazione della Sacra Famiglia è focalizzata sull’immagine della Madonna intenta a mostrare e “offrire” Gesù Bambino alle donne che, a loro volta, in un gesto simbolico di familiarità e condivisione, Le affidano i propri figli.

In questo scenario sono riconoscibili luoghi, vie e chiese rupestri propri dei Sassi di Matera. Quel paesaggio “reale” impreziosito dall’opera di religiosi, monaci italo-greci e benedettini, che nel tempo lo hanno trasformato in una dimora ricca di sacralità e che oggi è riconosciuto dall’Unesco come “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Le 90 statuine di terracotta che popolano la scena hanno altezze diverse a seconda dei piani prospettici in cui sono state inserite. Rivestite con abiti cuciti a mano e inamidati, sono state realizzate dall’artista ispirandosi a rappresentazioni pittoriche del mondo contadino lucano di Carlo Levi.

Un modello simile della stessa opera, ma in dimensioni minori, è stato esposto anche alla Mostra dei Presepi di Buenos Aires a cura della Fondazione Giovanni Paolo II.