Nel Presepe del Maestro Franco Artese vanno in scena gli antichi riti arborei della Basilicata. Uomini e animali, da Maggio a Settembre, celebrano le antiche tradizioni di una comunità che attorno agli alberi ritrova la sua più autentica identità culturale.

Il “matrimonio dell’albero”, probabilmente il rito più conosciuto, è tipico ad Accettura, Castelmezzano, Oliveto Lucano e Pietrapertosa.

Il giorno dell’Ascensione viene abbattuto il cerro più alto e dritto (il Maggio) che, dal bosco di Montepiano, comincia il suo percorso trainato da oltre cinquanta coppie di buoi di razza podolica e giunge, in conclusione, nella Piazza di Accettura.  Nel centro del paese incontra “la Cima”, l’agrifoglio proveniente dalla Foresta di Gallipoli Cognato trasportato a spalla dai giovani del posto. Il matrimonio è compiuto in un clima che è esattamente quello delle nozze, con una partecipazione collettiva e uno slancio comune che mette insieme tutti, nessuno escluso. L’innesto, l’innalzamento e la scalata del “Maggio” rappresentano il culmine della festa, nel cuore dei festeggiamenti per il Patrono San Giuliano. Il rito fortifica autorevolmente il legame della comunità con il bosco.

A Castelmezzano, borgo tra i più belli d’Italia, ha luogo U’Masc, rito in onore di Sant’Antonio da Padova che si tiene nel mese di Settembre. Il taglio del cerro, che dà inizio al rito, avviene in località Paolona mentre la cima di agrifoglio, la sposa, viene scelta in località Virgilia. Gli alberi vengono accompagnati in paese da balli, canti e degustazioni di prodotti locali che precedono lo sposalizio: un’atmosfera intensa e molto sentita dalla popolazione accompagna l’innalzamento e la scalata del Maggio da parte dei giovani audaci del posto. Il rito si conclude con l’asta dell’albero e gli immancabili fuochi pirotecnici danno l’appuntamento all’anno successivo.

Anche durante il Maggio di Oliveto Lucano si “sposano” due alberi: il Maggio, il più dritto e più alto del bosco di Gallipoli Cognato e la Cima, folta chioma di una pianta di agrifoglio sono i due protagonisti. La festa, inserita nelle celebrazioni in onore di San Cipriano, ha antiche origini e si svolge nel mese di agosto: durante la processione dedicata al Santo Patrono giovani donne portano sulla testa a titolo devozionale le cente, i caratteristici copricapi autoprodotti con candele, nastri e fiori che vengono esibiti più per devozione che per ornamento.

Il Maggio di Pietrapertosa si svolge nel mese di giugno durante le celebrazioni in omaggio di Sant’Antonio. I “massari” attendono l’alba sorvegliando l’albero che viene condotto nel paese: la successiva “unione” con la cima avviene davanti al campanile del Convento di San Francesco. La scalata dell’albero è effettuata da un “maggiaiolo”, il quale, aggrappato ad una delle corde utilizzate per portare in piedi il Maggio, si arrampica fin sulla cima ricolma di premi, muovendosi e ballando a testa in giù al ritmo di musica.

La Sagra dell’Albero, che si svolge nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, è anch’essa ricca di significato.

A Castelsaraceno viene selezionato il più grande dei faggi, la n’Denna, mentre la cima, detta Cunocchia, è abbattuta a colpi d’ascia. Nella piazza del paese si consuma l’antico rito dell’innesto e, dopo l’innalzamento del nuovo albero, i giovani coraggiosi del paese tentano di scalarlo per aggiudicarsi i premi posti sulla cima.

A Rotonda il rito si celebra nel matrimonio di un faggio con un abete, prelevato da un bosco di Terranova di Pollino. Religione e tradizione accompagnano gli eventi che conducono i due alberi al loro sposalizio.

L’abete, a’pit, è l’unico protagonista della festa di Terranova di Pollino: decorato con nastri, viene portato a spalla dagli uomini del paese con il supporto dei buoi.  Condotto in piazza e scalato dai più tenaci, sotto la mano benedicente di Sant’Antonio da Padova, vi resta sino alla tradizionale asta.

Nelle contrade di Viggianello si consuma il matrimonio tra faggio e cerro. Il rito, accompagnato da canti e balli, si svolge in tre fasi differenti dell’anno: la prima settimana dopo Pasqua, l’ultima domenica d’agosto e la seconda domenica di settembre.