Dal Parco del Pollino alla Valle del Sinni, attraversando la Valle dell’Agri e i calanchi, per arrivare a Matera

Nel mese di ottobre 2020 la “carovana rosa” ha attraversato la Basilicata e Matera ha avuto il privilegio di essere luogo di arrivo e di partenza di due tappe distinte del Giro d’Italia, la sesta e la settima. Risalendo dalla Calabria, il percorso si è snodato a partire dal borgo di Rotonda – definito la “porta” del Parco Nazionale del Pollino – fra scenari naturalistici incontaminati dove regna incontrastato il maestoso pino loricato. Successivamente ha proseguito per Viggianello, nel cuore del parco lucano, dove la tappa si è fatta più ardua: ad attendere i ciclisti la sfida più dura con il punto più alto del percorso a quota 982 metri slm. Il Giro ha fatto un traguardo volante a San Severino Lucano, immersi nel lussureggiante scenario del Bosco Magnano, per poi proseguire nel meraviglioso contesto ambientale e naturalistico offerto da Francavilla in Sinni, qui ha toccato i territori di Chiaromonte e Noepoli. Proseguendo poi verso Senise, costeggiando l’invaso artificiale della Diga di Monte Cotugno e ha attraversato la ss.653 e costeggiato gli incroci di Colobraro, Valsinni e Montalbano Jonico. Qui si assiste ad un decisivo cambio di paesaggio: i ciclisti hanno lasciato alle proprie spalle le aspre vette del Pollino per abbracciare il fantastico scenario lunare offerto dai calanchi nella letteraria e arabeggiante Tursi e nella bianca Pisticci. Suggestivo il passaggio sotto il borgo abbandonato di Craco, prediletto da registi e cineasti per le ambientazioni filmiche. In seguito, la carovana del Giro ha attraversato la Ss. Basentana fino al bivio di Ferrandina, in un paesaggio inconfondibile dominato da colline di campi e uliveti, per poi attraversare gli incroci di Pomarico e Miglionico fino a risalire verso il traguardo finale, Matera, città di millenaria e struggente bellezza Patrimonio dell’Umanità.