Sabato 26 Gennaio inaugura la collettiva a cura di Simona Caramia: Alchimia Archetipica.

Inaugura sabato 26 gennaio la mostra “Alchimia Archetipica”. Organizzata e promossa da Fondazione Sassi rientra nel Festival La Terra del pane. Un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019. In coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019, tema: Radici e Percorsi.

La collettiva è una riflessione ancestrale su Matera, simbolica terra del pane, attraverso i linguaggi di tre giovani artisti delle Accademie d’Arte del Sud Italia.

La mostra, ospitata fino al 20 febbraio nella sala mostre della Fondazione Sassi, presenta le opere di: Nicola Bevacqua, Maria Luigia Gioffrè e Tommaso Palaia.

Alchimia Archetipica sviluppa simboli ed elementi attraverso i lavori e le ricerche di tre giovani artisti.

Dalle “porte naturali” di Nicola Bevacqua, oggetti tangibili che provengono dalla terra e che ad essa ritornano. Al processo di liberazione spirituale di Maria Luigia Gioffrè. Sino alle installazioni luminose di Tommaso Palaia, che fa della terra il luogo delle stratificazioni geologiche ed al contempo l’elemento alchemico sublunare dalla cui sovrapposizione si genera l’illusione del Tempo.

La mostra, a ingresso libero, è allestita nella Sala mostre della Fondazione Sassi in via San Giovanni Vecchio n.24/27.

Resterà aperta al pubblico fino al 20 Febbraio e si potrà visitare tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle 19. Tranne il lunedì.

Ad arricchire il programma del 26 gennaio ci saranno due flash mob in piazza Pascoli e una performance teatrale a cura di AMA – Accademia mediterranea dell’attore.

I due flash mob, uno alle 11:30 e uno alle 17:30, si svolgeranno in piazza Pascoli. Le cinque attrici dello spettacolo, in costume di scena, faranno una breve performance con suoni e canti popolari sul tema del pane, anticipando alcuni contenuti dello spettacolo.

La performance teatrale sul pane e le sue storie Pezzi di pane, mette in scena un rito. Cinque donne che compiono un misterioso rituale dando vita a una tradizione che attraversa dialetti e cucine diversi, quella delle pupe di pane. Un rito che, ora come allora, si rinnova e ci racconta di donne forti che impastano per ore e vegliano il pane prima dell’uccata, l’infornata; mischiano la farina e le loro vite e attraversando la storia.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito della Fondazione Sassi.