Ambientato nella casa natale di Albino Pierro, il Parco è dedicato al poeta più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura.

“Come debbo fare. Madonna mia, / come debbo fare? / Ho lasciato il paese / che mi dava il respiro del cielo, / ed ora, in questa città, / mi sbattono sul muso solo i muri, / mi infestano le cose e tante grida, / come un vermicaio”. Nella poesia “Le porte scritte nfàcce” (“Lo porto scritto in faccia”) Albino Pierro suggella quel forte legame con la sua terra cui lo stesso paese di Tursi ha saputo rendere merito dedicandogli il Parco Letterario.

Gestito dal Centro Studi Albino Pierro, dal parco si gode una suggestiva vista sui calanchi verso il santuario di Santa Maria D’Anglona, mentre in alto domina la Rabatana, l’antico borgo di Tursi circondato da burroni, le “jaramme” cantate dal poeta, le quali, insieme alle case costruite con pietre e laterizi, eredità dei Saraceni, fanno della città un incredibile esempio di architettura spontanea.

All’interno del Parco, il Museo della Poesia Pierriana comprende una mostra permanente di dipinti di artisti lucani come Nino Tricarico e Antonio Masini, i quali si sono ispirati alle poesie dell’illustre poeta tursitano.

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