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“Basilicata da ascoltare” è la raccolta dei Diari di viaggio di testimonial autorevoli che, in modo diverso, sono legati alla terra lucana. È la voce dell’autore a condurre ciascuno nella narrazione, nelle sensazioni, nei suoni, nella percezione del territorio. Una dimensione intima con la scrittura che, al riparo da distrazioni visive, stimola la dimensione immaginifica dei luoghi attraverso l’ascolto. Gli audioracconti, dedicati in particolare alle persone con deficit visivo, sono rivolti anche a tutti coloro che vorranno farsi trasportare dalle parole in un viaggio speciale lungo le strade della Basilicata.

Matera. Sassi di vita e di fede - Fabio Zavattaro

È un gioco di luci. Camminare è come immergersi in un ambiente che sa di racconto, profuma di memoria, spalanca i nostri sensi. L’alba e il tramonto raccontano una stagione dove il tempo non ha fretta, dove l’uomo cammina e non è mai solo. Il giorno ti sorprende con la prepotenza della sua luce. Nella mente ancora le immagini di quel presepe illuminato, in un gioco di luci che non nasconde, ma esalta. Camminare su queste strade non è un semplice spostarsi da un luogo a un altro. È un’esperienza da gustare in silenzio, da accogliere come un dono.

La Via dell'Agri - Giuseppe Lupo

La Via dell’Agri. Un fiume, una strada. Il viaggiatore che si sposta in auto da Potenza in cerca del Mar Ionio seguendo la Basentana fino a Tito scalo, e poi imboccando in direzione Brienza, deve pazientare qualche ora prima di trovarlo. Sà bene che è necessario attraversare un Appennino ancora imbronciato e selvatico. Abbandonarsi al continuo saliscendi dei ponti sul fiume Melandro, che Tra Sasso di Castalda e Satriano somigliano a una sella di cavallo e provare la stretta allo stomaco come se fosse a bordo di un’altalena sospesa nel vuoto. La sua è una prova di fedeltà: il mare c’è.

Uomini e cinghiali - Raffaele Nigro

La ragazza della biglietteria è avvolta ancora nel sonno. È proprio un’altra città questa dell’alba, una città vuota e silenziosa. Sono le 5:30, e giugno è entrato da poco con le caldaie a vapore tra le geometrie di Bari. Sto partendo per Potenza con l’Appulo-Lucana perché la mia Alfa 156 mi ha lasciato a piedi: vado per discutere di falchi, lepri e cinghiali con un amico giornalista consigliere interregionale, come me, della Lega per la protezione degli animali. Ci sono pochi viaggiatori questa mattina, la scuola sta per chiudere ma l’ora non è di punta.

La mia Basilicata - Paola Saluzzi

“La mia Basilicata” inizia dall’ultimo viaggio. Sono appena tornata da Matera, vista davvero per la prima volta, il che per una lucana da parte di padre è una vera vergogna. Come sempre, sono scesa guidando la mia macchina: la strada la conosco a memoria. Mi piace quando arrivo a Sicignano: si lascia l’autostrada, si svolta a destra e così casa mi sembra già dietro l’angolo. È il mio modo di vivere in perfetta autonomia questo luogo che voglio veramente sentire mio per il breve o lungo tempo in cui mi fermo. E così, con un freddo pungente e una quasi-neve pronta ad arrivare, ho fatto la mia conoscenza della Città dei Sassi.

Basilicata da scoprire


“Basilicata da Scoprire” è invece un progetto realizzato in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Basilicata, che ne ha curato i testi e lo speakeraggio, riportando anche cinque diverse esperienze di viaggio nella nostra regione da parte di persone non vedenti.

Esperienze di viaggio raccontate da chi non vede o vede poco

In viaggio tra i sensi“….Dopo aver lasciato la strada asfaltata ci siamo inerpicati per i viottoli e le scalinate, laddove il basolato del calpestio, l’eco dei gafi, gli spazi assolati e ombreggiati hanno creato emozioni senza tempo, forse del tutto inesplorate e sconosciute a chi guarda solo con gli occhi e, magari, si perde la delicatezza del batter d’ali di una farfalla, il risuonare di una campana, il ticchettio di una fontana gocciolante, il profumo delle ginestre e delle acacie e molto altro ancora. E’ questa la potenza della fantasia e dell’immaginazione che non è tolta ai ciechi, bensì accresciuta…”.