La presenza dei Normanni

Un altro gioiello del Vulture è senza dubbio Venosa. La città vanta origini antiche, attraversarla è come passeggiare nella storia, fu fondata dai romani nel 300 a.C. e vanta tra i suoi cittadini più illustri il poeta latino Orazio che ebbe i natali a Venosa nel 65 a.C.. I suoi celebri versi “Carpe diem, quam minimum credula postero…” riecheggiano ancora oggi nelle strade della città.

Anche a Venosa i Normanni contribuirono a far fiorire l’arte e la cultura. A pochi passi dalla città costruirono il complesso della Ss Trinità: l’edificio religioso si erge su una stratificazione architettonica di età romana mentre il nucleo originario è costituito da una Basilica paleocristiana risalente al V/VI sec a.C. fatta ampliare dagli Altavilla per accogliere un giorno le loro spoglie mortali. Nella Chiesa, infatti, grande importanza riveste la tomba del condottiero normanno Roberto il Guiscardo. Gli Altavilla furono fortemente legati a Venosa e il loro desiderio fu quello di realizzare un complesso abbaziale di notevole grandezza ampliando quello dedicato alla Ss Trinità. Per questo nell’XI secolo iniziarono i lavori della Chiesa nuova, detta oggi Incompiuta poichè non è mai stata ultimata. I visitatori odierni possono passeggiare fra i resti di questa costruzione sacra, mai portata a compimento, in un’atmosfera mistica ed unica: una suggestiva sinfonia di pietra che seduce per il suo non-finito ed il suo tetto di stelle, forse il vero simbolo di Venosa.

Da Gesualdo da Venosa alle catacombe ebraiche

Altro cittadino illustre di Venosa fu il principe musicista e compositore Gesualdo, famoso madrigalista del XVII secolo costretto a fuggire dalla città per essersi macchiato dell’atroce assassinio della moglie e del suo amante.

Da non perdere, il Castello di Pirro del Balzo del 1470, che si erge imponente al centro del paese con le sue torri cilindriche. Lo stemma della casata dei Gesualdo formato da un grande sole con i raggi si può ancora ammirare affisso alla torre occidentale che ospita il Museo Archeologico Nazionale.

Le Catacombe ebraiche scoperte nel 1853 a poco più di un km da Venosa nei pressi della collina della Maddalena hanno un notevole valore storico ed archeologico. Vi si trovano loculi parietali e nel suolo oltre che numerose epigrafi del III e del IV secolo in lingua greca e latina con parole ebraiche in lettere dipinte di rosso o graffite.

Infine, va ricordato che nei pressi di Venosa è possibile visitare il Sito Paleolitico di Notarchirico, uno dei più antichi del Vecchio Continente, risalente a 600.000 anni fa. La sua importanza è data dalla scoperta nel 1985 di un femore umano che, attribuibile forse ad un esemplare di Homo erectus, è uno dei più antichi resti fossili d’Europa.

 

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