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Pubblicato il 18 agosto 2014

Pietro Sarubbi, il lucano che ha prestato il volto a Barabba

Ha fatto parte del cast de “Il mandolino del Capitano Corelli”, è stato interprete di Barabba nel film “The Passion” di Mel Gibson, e da poco ha ultimato le riprese di un film con Aldo, Giovanni e Giacomo che uscirà a Natale. Pietro Sarubbi, lucano, per metà di Grottole, per metà di Lauria, docente presso la scuola cinematografica di Milano, ha fatto visita allo stand della Basilicata allestito nel padiglione C5 del Meeting di Rimini 2014. Qui ha raccontatola rivoluzione vissuta sul set di Gibson.

 

Cosa porta nel cuore della Basilicata e quali sono i suoi progetti in e per la sua regione.

Nel cuore porto quello che portano tutti i lucani in giro per il mondo: un grande affetto e una grande tenerezza. La memoria delle radici, la memoria dei sapori e dei profumi, e poi i genitori, i nonni, tutto quello che uno vorrebbe portarsi nella valigia e non può. C’è sempre questo desiderio di tornare e rendere onore alla propria terra. E per un uomo di cultura tornare vuol dire anche portare quello che si è imparato e condividerlo. A me, che sono un attore, piacerebbe mettere su un laboratorio attivo di cinema e di arte dell’immagine, magari in estate, che abbracci tutto il territorio sia il materano che il potentino e aperto a tutti i giovani che vogliono scoprire quello che poi è un mestiere.

Lei ha interpretato Barabba nel film “The Passion” di Mel Gibson. Un grande lavoro realizzato nella sua piccola Basilicata. Cosa ha rappresentato?

Un’esperienza forte e unica. Io ero un attore che non aveva la serenità nel cuore, sono arrivato sul set come fosse un film qualsiasi, invece a questo film io devo tutta la vita perché mi sono convertito ed è come se fossi nato nuovamente”.

Dopo questa straordinaria rivoluzione interiore cosa è accaduto alla sua vita?

Ho ricevuto una vita nuova. E il sorriso di una vita nuova te lo può dare solo l’abbraccio di Cristo, come incrociare di nuovo il sorriso dei tuoi figli a casa, perché i bambini sono i primi a percepire certe cose. Lo leggiamo anche nel Vangelo che da un uomo vecchio può nascere un uomo nuovo.

Un aspetto evidente del suo cambiamento?

Dieci anni fa non sarei mai venuto qui al meeting, addirittura a prendere parte ad alcuni incontri con i ragazzi. Il donarsi è qualcosa di straordinario, perché nel dare ricevi molto di più.

Le manca qualcosa di “quel” Pietro?

D’istinto risponderei “non mi manca niente” ma, a pensarci, oggi ho la possibilità di chiedere scusa a tutte le persone che ho fatto soffrire quando ero un altro Pietro.

Sente di poter dare un consiglio a chi vive l’inquietudine che lei ha conosciuto bene?

Consiglio di lasciarsi guardare dal Signore. Se guardiamo gli altri negli occhi come fratelli, dentro quegli occhi passerà il Signore e ci guiderà.

 

Rimini, 26 agosto 2014

 

 


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