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utensili romani
Pubblicato il 04 ottobre 2017

La “Potenza” della lucanica. Dalla storia la tradizione dei salumi

“Vi siete mai chiesti perchè si chiama lucanica?”. Dalla storia romana la conferma delle origini lucane del famoso salume apprezzato in tutto il mondo.

Cicerone, Marziale e Varrone attribuiscono a noi lucani il merito dell’origine della “lucanica“, comunemente conosciuta come salsiccia. Dagli antichi scritti, la lucanica venne introdotta a Roma dalle schiave lucane: carne tritata, salata ed insaccata in un budello per poterla conservare per lunghi periodi. Chiamata così perché i soldati avevano imparato come prepararla proprio dalle schiave lucane.  Successivamente, Apicio fornì una ricetta per prepararla e, da allora, “lucanica” divenne sinonimo di “salsiccia”.

Per poter assaggiare il più famoso salume lucano, bisogna partire dalla Valle del Marmo-Platano Melandro. E’ prodotta in più comuni della provincia di Potenza, in particolare a Picerno, dove nasce il Consorzio della Lucanica: dolce o piccante viene esportata fuori regione e può essere gustata sia fresca che stagionata in molti piatti tipici. A Picerno è facile perdersi tra i grovigli di vicoli e scalinate e tra piccole chiese ricche di tesori inaspettati come la Chiesa dell’Assunta e del Salvatore. Interessanti dal punto di vista naturalistico sono i percorsi outdoor sul Monte Li Foj.

Altro paese, dove gustare la lucanica è Cancellara. E’ preparata “a punta di coltello”, l’impasto arricchito con semi di finocchio selvatico e peperoncino rosso in polvere e stagionata nella tipica forma a “U”. A settembre è protagonista di un consolidato festival enogastronomico, appuntamento del gusto da non perdere. Il borgo del paese sorge su una collina dove si possono visitare le chiese di Santa Maria del Carmine e Santa Caterina d’Alessandria e percorrendo l’intero centro storico si possono ammirare altre bellezze architettoniche, ciascuna velata da misteriose leggende.

A Potenza, è possibile visitare il Museo Archeologico Nazionale, scrigno di reperti che giungono dalle necropoli sparse su tutta le regione, permette un affascinante viaggio nella storia della civiltà lucana. Concepito come un’opera d’arte, invece, il Ponte Musmeci è un vero esperimento-gioiello d’ingegneria, coniugando plasticità e funzionalità. Molti sono i motivi per visitare la città e i luoghi dove poter assaporare i piatti tipici  e specialità gastronomiche del Potentino come le paste fresche condite con legumi o il tipico ragù alla potentina preparato con un misto di carni di maiale.

 


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