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Pubblicato il 26 settembre 2013

La Lucania non l’ho mai guardata davvero, non avevo occhi per farlo

 

Si è appena conclusa la prima parte del progetto #ddbasilicata13 che abbiamo anticipato qui e di cui in molti avranno letto su Facebook o su Twitter. Finito il racconto in diretta inizia la fase dell’elaborazione dei ricordi, delle immagini, dei video. Ne sentirete parlare ancora a lungo.

Ma in questo post vorremmo tornare indietro, all’inizio del viaggio, alla lettera di Angelo Pittro letta da Doris Zaccone nella prima puntata di Capital in The World dedicata alla nostra terra. Perché se è vero che la Lucania, ospitale come sempre, ha donato con generosità paesaggi ed emozioni, anche noi ci siamo emozionati nell’ascoltare quelle parole che venivano dal cuore e che i cuori di molti hanno taccato.

Viviamo in un’epoca in cui tutto scorre velocemente, forse troppo. Quelle frasi vorremmo fissarle e ogni tanto rileggerle o farle leggere.

Da quelle parti ci sono stato da bambino in visita parenti, poi da grande per motivi professionali a Melfi quando arrivò la Fiat. E infine da turista, per visitare Matera, breve tappa di un viaggio verso il mare. Ma la Lucania l’ho sempre guardata con sufficienza. Anzi, non l’ho mai guardata davvero. Non avevo occhi per farlo. La terra da cui mio padre, i miei nonni e i miei zii erano scappati, cosa aveva di tanto interessante da far vedere? Anche Matera mi è sembrata nella sua incomparabile unicità un’eccezione o addirittura un esercizio di raffinata ricerca di bellezza là dove c’era stata tanta povertà. La New York dei pezzenti.

Poi all’improvviso ti accorgi che quel posto nella tua testa e non solo è diventato qualcosa di diverso. Ne parli con la gente e senti la curiosità di chi non c’è mai stato e il sincero entusiasmo di chi c’ha fatto un viaggio. La scoperta di una terra incognita a un passo da casa.

Così ho cominciato a chiedere a mio padre, a leggere guide e romanzi, a guardare film e a sognare di scoprire un posto a cui appartengo senza quasi saperlo. E a cui appartiene simbolicamente mezza Italia. Perché la Basilicata è la metafora del Mezzogiorno: bello e dimenticato, poetico e amaro, ruvido, dolce, condannato e sempre pronto a ripartire. Dalla bellezza. Della sua terra e della sua gente.

Il podcast di Capital in the world.

Il racconto della Basilicata on the road by Lonely Planet .

I ringraziamenti di Can’t forget Italy cui ci associamo.

La foto è di John Gubertini.


matera con nuovo logo