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Pubblicato il 18 maggio 2015

LA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Si tratta di uno dei migliori esempi di romanico pugliese presenti a Matera, ma è anche una delle più belle chiese della città.

L’attuale e affascinante architettura interna, tipicamente medievale, si deve all’intervento dell’abate Marcello Morelli, che nei primi decenni del Novecento decise di rimuovere la copertura settecentesca.

La chiesa venne ultimata nel 1233, per accogliere le penitenti agostiniane di Accon, le quali poi l’abbandonarono intorno alla fine del Quattrocento. L’attuale nome si deve a Monsignor Del Ryos, che la riaprì al culto nel 1695. Già durante il Medioevo la chiesa si imponeva come tesoro architettonico per l’eleganza strutturale e la raffinata decorazione.

Un particolare, questo, che si evince dal portale finemente intagliato con volute vegetali e motivi di testine scolpite e sormontato da una piccola nicchia che ospita una statua in pietra policroma rappresentante San Giovanni Battista.

Ancora più in alto c’è un rosone ricco di ornamenti. Un’atmosfera intima si respira all’interno, con pianta a croce latina. Pilastri quadrilobati con semi colonne addossate e splendidi capitelli a motivi antropomorfi, zoomorfi e vegetali scandiscono le tre navate e sorreggono grandi arcate trasversali che formano enormi volte a crociera.

Di pregio è il gruppo scultoreo della bottega del lucano Altobello Persio, raffigurante l’Annunciazione e Dio Padre con in mano la sfera simbolo dell’umanità intera. Non da meno sono le statue lignee dei SS. medici Cosimo e Damiano, con i caratteristici mantelli rosso e verde, conservate in una delle cappelle ad essi dedicate. Entrambe sono portate in processione dai devoti l’ultima domenica di settembre.
 


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