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Pubblicato il 04 settembre 2012

Il Giornale: Tutta la poesia della Basilicata dai calanchi allo Jonio più blu

«Lo vede, sembra la Cappadocia con i suoi pinnacoli oppure l’Arizona con i canyon, ma né in Turchia né nell’Ovest americano hanno queste ginestre e i fichi d’India, figuriamoci gli ulivi dall’olio così dolce».

Non esiste guida più innamorata dei Calanchi Lucani di Don Pierino Dilenge, il parroco di Aliano, che conosce questo paesaggio western, 500 ettari di superficie tra le valli del torrente Sauro e dei fiumi Agri e Basento, fatto di argilla, come le… anime della sua parrocchia, la seicentesca Chiesa di S. Luigi Gonzaga, ove sono custodite una splendida Madonna cinquecentesca e una coeva croce bifronte. Tra queste creste di sabbia, ove volteggia l’avvoltoio divino sacro agli antichi egizi e fanno tana le volpi, Don Pierino conduce volentieri sui set dove hanno girato film Pier Paolo Pasolini, Lina Wertmüller, Giuseppe Tornatore e Mel Gibson, e soprattutto è stato confinato per otto mesi e otto giorni Carlo Levi. L’autore di «Cristo si è fermato a Eboli», ha dedicato brani memorabili ai calanchi – «e d’ogni intorno altra argilla bianca senz’alberi e senza erba, scavata dalle acque in bocche, in coni, in piagge d’aspetto maligno, come un paesaggio lunare… e d’ogni parte non c’erano che precipizi di argilla bianca, su cui le case stavano come liberate nell’aria…».

 

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