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Bruna
Pubblicato il 17 giugno 2018
Matera festeggia la sua Patrona, il 2 luglio ricorre la Festa della Bruna
13La festa della Bruna inizia alle prime luci dell’alba con la processione “dei Pastori” il 2 Luglio.

Tutta la città si mobilità in devozione alla sua Patrona, la Bruna di Matera, da 629 anni. La festa si svolge il 2 luglio e ha inizio con la processione “dei pastori”. I quartieri antichi si svegliano alle prime luci dell’alba per salutare il Quadro della Vergine.

La Vergine viene accolta dai fedeli con un annuncio a suon di botti pirotecnici. Intanto i cavalieri, scorta del carro processionale, si radunano lungo le vie e nei “vicinati”.

Come vuole la tradizione, la mattina del 2 luglio la statua di Maria SS. viene portata nella chiesa di Piccianello. Viene poi portata in processione sul carro trionfale tutto il pomeriggio lungo le strade principali. La gente affolla le strade di Matera e processionalmente si arriva nel piazzale del Duomo. Qui che si compiono i “tre giri”, simbolo di presa possesso della città da parte della SS. patrona. La statua, accompagnata dalla Curia Arcivescovile, viene deposta in Cattedrale.

Una storia sacra ricca di elementi profani. .

La festa della Bruna ricorre il 2 luglio, giorno in cui la chiesa cristiana celebra la Visitazione. Le prime curiosità relative a questa festa provengono proprio dal nome “Bruna”. Tre sono infatti i significati associati a questo nome. Uno è  quello che attribuisce la parola “bruna” al nome della città di Hebron, città della Giudea dove la Vergine visitò Santa Elisabetta.

Chiarita la questione del nome, ecco altre curiosità sul corteo che accompagna la Madonna nel suo pellegrinaggio cittadino. 

L’immagine Santa della Madonna viaggia su un carro molto particolare. Opera di grande lavoro di artigianato, è curata nei minimi dettagli per accogliere Maria Santissima della Bruna. Ma alla fine della Processione, dopo il ritorno della Bruna nella sua casa, viene assaltato e distrutto. Il motivo? La leggenda narra e chiarisce il motivo di questa strana tradizione.

Ricorre ancora il numero tre, in relazione alle tre storie che spiegano l’istituzione della Festa. 

Una narra di una fanciulla apparsa ad un contadino. Dopo aver preso da questi un passaggio sul suo carro di rientro nella città, nei pressi della chiesetta di Piccianello, si trasforma in statua. Si racconta che la Vergine chiese di rientrare nella sua città ogni anno su di un carro addobbato.

Le altre due sono legate ad eventi storici. L’una rievoca l’assalto dei saraceni a Matera, da ciò ne consegue il rito di distruzione del carro, che simboleggia la scongiura della distruzione delle icone sacre per mano dei musulmani.

L’altra, invece, si collega alla figura del Conte Tramontano, signore di Matera. Questi aveva promesso alla cittadinanza materana un carro nuovo ogni anno in onore della Vergine. La popolazione per far rispettare annualmente la promessa assaltavano il carro distruggendolo.

Il carro è scortato dai cavalieri, con cavalli bardati di fiori di carta e velluti.

Già nel 1698 compaiono per la prima volta dei soldati a cavallo, per scortare il carro. Poi negli anni si formarono due reggimenti: i Fucilieri di Montagna ed il Corpo degli Albanesi. A questi si unì il Corpo della Brigata. Ognuno aveva le proprie gerarchie, ma tutte le Forze erano riunite sotto il comando del Generale.

Negli anni si sono aggiunti alla scorta gli “uomini di buona volontà”. La tradizione vuole che assicuravano la rottura del Carro Trionfale da parte dei “vastasi”, i ragazzi che assaltano il carro.

Un rito secolare esalta l’anima popolo materana, confondendo il sacro con il profano.  

Il carro quest’anno lancerà un messaggio che si ispira a “I discepoli di Emmaus. Icona per un percorso solidale”. Il manufatto in stile barocco tradizionale è decorato da una trentina di puttini, statue, tra le quali quella di papa Paolo VI.  Una sequenza di alto e bassorilievi istoriati caratterizzeranno inoltre il carro trionfale di cartapesta.  Il tema di Emmaus è un invito rivolto alla comunità, di stare insieme e condividere, così come Gesù  ha fatto con i suoi discepoli.

La festa si conclude in tarda serata nel frastuono di una gara di fuochi pirotecnici che creano uno scenario unico sugli antichi rioni dei Sassi, considerati dall’Unesco, patrimonio mondiale dell’umanità.

Sono tantissime le attività collaterali ai festeggiamenti della Bruna. Tutte le iniziative della 629^ edizione della festa in onore di Maria santissima della Bruna è consultabile sul sito ufficiale, nella sezione programma.

Per info e utilità si può consultare il sito web ufficiale

 
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