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Pubblicato il 14 ottobre 2014

Chiesa rupestre Santa Lucia alle Malve

La comunità monastica è stata parte integrante nella vita e nello sviluppo storico-urbanistico della città di Matera nel corso di un millennio. Sul fronte esterno dell’ex complesso monastico (VIII sec.) – che si sviluppa lungo la parete rocciosa – in alto, in rilievo, è scolpita la simbologia del martirio di Santa Lucia, il calice con i due occhi.

A destra del complesso, blocchi squadrati di tufo delineano l’entrata della chiesa, tutti terminano con un arco acuto che sul fondo, all’interno di una lunetta, contengono il simbolo liturgico di Santa Lucia. Delle tre esistenti, l’unica navata ancora accessibile, ingresso attuale della chiesa, è quella di destra, sempre rimasta aperta al culto.

Di particolare bellezza e importanza storico-artistica sono gli antichissimi affreschi che in parte decorano le pareti Del complesso, tra tutti: La Madonna del Latte (1270) e, nella nicchia accanto, San Michele Arcangelo (1250), oltre a quello che per molti studiosi sarebbe San Gregorio (XIII sec.), per altri San Donato, e ancora San Benedetto – a testimonianza dell’origine benedettina del complesso – e Santa Scolastica, entrambi fondatori dei grandi ordini monastici del periodo

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