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Pubblicato il 18 ottobre 2014

Chiesa rupestre San Pietro Barisano

Al di sotto del pavimento è evidente il primo impianto rupestre, databile al XII–XIII secolo. Alla prima fase di ampliamento, (XV-XVI) si deve lo scavo della chiesa e la realizzazione delle cappelle laterali, interventi visibili solo nella parte terminale della cappella posta dietro il secondo altare della navata destra, dove si possono ammirare, tra gli altri, gli affreschi di santa Caterina d’Alessandria, dell’Annunciazione e di san Canio.

L’attuale impianto a tre navate, insieme alla facciata (1755) e agli ambienti sotterranei si deve a una successiva ristrutturazione (XVIII sec). Per l’eccessiva umidità, nel 1903 la chiesa e i suoi arredi vengono trasferiti nella parrocchia di Sant’Agostino.

Oggi lungo la navata destra, dall’entrata, si distinguono l’altare di san Giuseppe, su cui resta parte della cornice lignea della pala della Sacra Famiglia rubata nel 1977, l’altare della Madonna della Consolazione, con l’immagine in tufo della Madonna con Bambino incoronata dagli angeli, e l’altare del Santissimo Sacramento con il pavimento in maiolica.

L’altare maggiore ligneo (1771), un tempo nella navata centrale, oggi è conservato nel deposito della Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici della Basilicata. Nella navata sinistra, dal fondo, ecco l’altare del Santissimo Crocifisso, l’altare dell’Annunciazione e l’altare di santa Maria Maddalena.

 

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